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Valentina Cocco

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the silly reasons in a goldfish laugh

Change is all we need!

Obama ha vinto.

Per tanta gente, me inclusa, cio' significa che c'e' ancora speranza, per questo Paese e forse anche per il nostro. Ieri l'America, con le lacrime, i sorrisi, la dignita' di saper perdere e la compostezza della vittoria, mi ha dimostrato che anche noi Italiani ce la possiamo fare. Sono contenta di essere qui in questo momento STORICO, dico grazie a questo Paese per tutto quello che mi ha insegnato e ricomincio a sperare per l'italia.

 

frustrazione

mi chiedo che cosa e' successo nel nostro paese... me lo chiedo ed intanto non leggo piu' le notizie di politica, ho smesso, forse sbaglio. paolo dice che dovrei interessarmi di piu', che in fondo sono italiana anche se sto lontano, ma dico io, perche' deprimermi e sentirmi frustrata ogni volta? no grazie, stavolta passo. o forse no, ci provo, ma alla fine ci ricasco. aspetto che succeda un miracolo e credo di non essere la sola...

eccomi...

DOPO UN PO' DECIDO DI SCRIVERE DI NUOVO. CASO STRANO PROPRIO OGGI EH? CHI MI CONOSCE BENE SA PERCHE'... OGGI RITROVO UN PO' ME STESSA, OGGI FORSE UN PO' DI MALINCONIA, MA ANCHE CURIOSITA', L'ESTATE CHE DEVE ARRIVARE E CHISSA' SE ARRIVA DAVVERO PRIMA O POI, OGGI RISENTO GLI SMASHING, OGGI MANGIO DI NUOVO UNA PIZZA. OGGI RIPENSO A IERI. E POI PENSO CHE DA NOVEMBRE NE E' PASSATA DI ACQUA SOTTO AI PONTI, SONO SUCCESSE TANTE COSE, E NEW YORK E' SEMPRE QUI, GRIGIA E MAESTOSA, CON LE SUE CONTRADDIZIONI E IL SUO MISCUGLIO PZZESCO DI GENTE E DI CULTURE. MA LO SAPETE CHE VICINO A CASA MIA NEL GIRO DI TRE ISOLATI CI SONO, NELL'ORDINE, UNA CHIESA EVANGELICA KOREANA, UN CENTRO MUSULMANO E UNA CHIESA GRECA ORTODOSSA?? OPPURE IL DINER DEL MIO QUARTIERE: GESTITO DA IRLANDESI, SERVE CIBO GRECO E AMERICANO E CI LAVORANO MESSICANI. QUESTA CITTA' NON FINIRA' MAI DI STUPIRMI... OGGI E' UNA GIORNATA STRANA: LA PARTENZA, IL RITORNO ALLA VITA DI PRIMA, LA MANCANZA. MA NELLO STESSO TEMPO OGGI SENTO CHE LA PAUSA NON C'E' MAI STATA. FORSE DOVREI PENSARE DI PIU', USARE IL TEMPO IN MANIERA PIU' PROFICUA, MA NON E' FACILE, QUESTA CITTA' TI TRASCINA E TI SUCCHIA IL MIDOLLO. EPPURE MI STA DANDO PIU' DI QUALSIASI ALTRO POSTO FINORA. "you were never meant to belong to me"

HaLlOwEeN!!!!

Il mio primo Halloween qui.
Zucche scavate ovunque, pipistrelli che popolano vetrine, scheletri che ti sorridono minacciosi a tutti i campanelli... E i bambini, scriccioli paffuti senza neanche i capelli, gia' infagottati in costumini da elefante, leone, paperella, sbuffano per il caldo ma sembrano anche loro toccati dall'atmosfera di festa pazzerella che inebria le strade, da Broadway a Union Square, dall'Upper Manhattan fino ai quartieri piu' sperduti del Queens.
Non credevo che questa festa che ho sempre ritenuto vana e estranea alle nostre tradizioni potesse sprigionare tanta energia e coinvolgermi al punto tale da andare a vedere la parata, stare in piedi schiacciata per piu' di un'ora per ammirare poi la follia che sfila, con eleganza, intelligente (per lo piu') comicita' e anche un po' di goffaggine. L'aria era diversa oggi qui a New York, chi l'avrebbe mai detto...
 
 
 

hey...

...do you feel
love is real?

FEELINGSOGOOD PRODUCTION

mandorle e gelso è il tuo sapore
nel tuo abbraccio inizia il mio...

delusione

quelle sere in cui neanche il cioccolato in cui hai mal di testa e mal di stomaco in cui non riesci a chiudere gli occhi ma sei stanchissimo stanco di piangere le sere in cui solo un abbraccio funziona e nessuna parola perchè sei vuoto completamente vuoto spossato dalle emozioni e hai voglia di lasciare tutto quello in cui fino a poco prima credevi.
per fortuna quelle sere sono rare e domani arriva sempre.
 
 
 
perchè mi sento come ieri sera?
 

ALHAMBRA

Grata la voz del agua
a quien abrumaron negras arenas,
grato a la mano cóncava
el mármol circular de la columna,
gratos los finos laberintos del agua
entre los limoneros,
grata la música del zéjel,
grato el amor y grata la plegaria
dirigida a un dios que está solo,
grato el jazmín.
 
Vano el alfanje
ante las largas lanzas de los muchos,
vano ser el mejor.
Grato sentir o presentir, rey doliente,
que tus dulzuras son adioses,
que te será negada la llave,
que la cruz del infiel borrará la luna,
que la tarde que miras es la última.
 
Jorge Luis Borges,
Granada 1976
 
 
non c'e' bisogno di parole.

andalucía

Sento di nuovo il profumo degli aranci...

MELLONcollie&NOsadness

"FA TROPPA LUCE LA PAROLA SEMPRE"
 
Sara' vero?
E' una notte da Mellon Collie, perfetta, un po' di nuvole, l'estate che si respira in un tenue profumo bianco. Domani si riparte e sono contenta...
 
"wrap me up in always
and drag me in with maybes
your innocence is treasure
your innocence is death
your innocence is all i have..."
 
 

ho messo via

C'é una canzone di Dido che dice piu' o meno cosi: "Non ho ancora trovato un posto da poter chiamare casa, non mi sono mai fermata abbastanza per poterlo fare". Mai parole furono piu' azzeccate. Stavo in cucina mentre l'ho sentita, la conoscevo già, ma non avevo mai fatto caso alle prime parole, o forse succede che quando pensi ad una cosa tutto e tutti te la ricordano, sembrano coincidenze, in realtà sei tu che vedi cio' che vuoi vedere.
Ho fatto le valigie, di nuovo. Stavolta per non so quanto tempo. Ho lasciato Roma, chi l'avrebbe mai detto. E con Roma tutti i ricordi, tutte le estati passate, la mia camera, il mio letto, i miei poster, le mie foto, gli armadi con i sacchettini alla lavanda che mi aveva regalato mia mamma. E due persone importanti per me, a diverso titolo, ma nel mio cuore. Sono sicura che mi farà bene stare lontana, ma non é mai facile, in questo caso poi mi so staccando da un pezzo di vita.
Senza sapere se faccio la cosa giusta. Ma questo é normale.
E' strano, perché è come se tutto succedesse in modo perfettamente lucido, io che faccio i bagagli, metto le mie cose nei cartoni, saluto tutti, quasi senza lacrime, prendo il treno, arrivo e aspetto. Eppure se ci penso è la mia vita. Credo sia un meccanismo di autodifesa, e comunque so che dentro tutto o quasi rimane. Rimangono le due persone per cui ho pianto, tanto, da sola e davanti a loro.
Rimangono i miei progetti e sono li ad aspettarmi altre persone, una storia nuova. Un po' d'aria che non puo' fare che bene ad una che è rimasta incollata al passato per troppo, davvero troppo tempo.
Grazie per avere capito il mio silenzio e averlo rispettato. Questo mese è stato un percorso che ho voluto intraprendere interiormente, non volevo e non potevo scrivere.

back again

back again and nothing to say. solo malinconia, non tanta, sensazione surreale. come quando mi sveglio da un lungo sonno e durante la giornata riaffiora nella mente quasi in maniera ossessiva, per ogni piccola cosa (la famosa "madeleine" proustiana), il sogno che avevo fatto la notte, di solito bellissimo. ecco. così è per me adesso. sospesa tra là e qua. sospesa come già mi è successo, cambia la situazione, varia l'intensità delle emozioni, sono diversa io. decisamente.

...

DOMANI...

...SITTINGonTHEdockOFtheBAY...

San Francisco, CA. Devo ancora realizzare che sto dall'altra parte dell'America, dall'altra parte dell'Italia...
Come Munoz Molina ho riscoperto il gusto di camminare per la citta' da sola, senza una meta, con l'incoscienza di chi prende un aereo per una destinazione scelta un po' a caso. In questa citta' c'e' un costante profumo di fresco, fiori ed erba, che nel parco diventa odore intenso e dolciastro, inebriante. Uno potrebbe pensare che tutti i parchi sono uguali, e in linea di massima e' cosi': prati, alberi, fiori, laghetti. Ma, a seconda della citta' in cui si trovano, assumono un aspetto differente, diventano lo specchio della citta' stessa.
A NY Central Park mantiene un costante rapporto con Manhattan, e' il suo polmone verde buttato in mezzo a grattacieli e cemento un po' come un capriccio o un ennesimo simbolo di potenza. La dualita' tra parco e citta' e' netta, e forse questa e' una delle ragioni per cui i newyorkesi amano tanto Central Park. Cosi' lontano, ma cosi' vicino. E' per loro una sicurezza intravedere sempre e comunque i grattacieli attraverso le foglie degli alberi.
Nel Golden Gate Park invece talvolta hai davvero l'impressione di esserti perso in qualche fiaba dell'infanzia, tra boschi, rami nodosi e inaspettate radure di margheritine. Poi senti il rumore delle macchine e ritorni a S. Francisco. Sara' che qui il rapporto con la natura e' piu' immediato, nel senso di meno artificiale.
Devo ancora scoprire quasi tutto di questa citta'. Eppure la sua atmosfera e la sua luce mi hanno gia' catturata, come in un colpo di fulmine.
E penso alla bellezza di viaggiare per capire di poterti sentire a casa in ogni posto, di poterti innamorare in qualunque momento.
Penso che non ho mai vissuto cosi' a fondo.

dopo tre mesi

Nothing man
nothing man,
isn't it something
nothing man...
 
 
The last one's gone...Ciao Bernie, e' la fine di tre mesi in questa citta' e l'inizio della vita vera. Oppure solo di un'altra avventura.

méxico lindo

Simón e' sulla quarantina, viene da Puebla, México, lavora come cocinero in un ristorante di Little Italy. E' qui a NY da sette anni, ha attraversato la frontiera illegalmente due volte, ha camminato nel deserto, ha visto gente non farcela, lui e' arrivato. Dice che deve stare qui fino a quando sua figlia non avra' finito l'universita', fino a quando non avra' un po' di soldi da parte per aprire un "negocio" nel suo paese. Non gli piace New York, preferisce Puebla, piu' accogliente, piu' calda, cibo piu' buono, gente diversa, i suoi amici. Simón non vede sua moglie e sua figlia da sette anni, come tutti gli illegali una volta giunto in America non puo' permettersi di andare nuovamente in patria, pena il non poter piu' ritornare qui. Sette anni sono tanti. Gli ho chiesto come fa, mi ha detto che le sente di tanto in tanto per telefono. Simon non parla l'inglese e lo capisce a malapena. Alcuni gli dicono che lo dovrebbe imparare, ma a lui che importa, non vuole rimanere qui, si sveglia ogni mattina con il pensiero che un giorno tornera' a Puebla e rivedra' la sua famiglia, a che gli serve imparare l'inglese, dice lui.
Qualcuno vuole costruire un muro tra Messico e Stati Uniti. Come se un muro potesse fermare la disperazione. Come se il miracolo americano fosse merito solo dei bianchi americani o europei che con il loro passaporto in regola fanno girare l'economia. 
 
Mi andava di scrivere di Simón, perche' tra tante storie, la sua mi ha colpita particolarmente. Saro' un po' latitante fino al mio ritorno, ho finito lo stage, non ho piu' internet, ma mi faro' sentire ogni tanto. Un bacio a tutti, io mi godo le mie ultime settimane qui, mi sembra di stare in un limbo, sospesa e contenta...

la verita' di oggi:

Non i luoghi,
le persone hanno il mio cuore.

jenny hypo!!!!

Lei ride, e con i pantaloni a pinocchietto mi viene incontro.
Lei viene da lontano, si stupisce per tutte le cose strane di questa citta', fa il musetto da cartone animato giapponese e non ci pensa piu'.
Lei mi dice di si' se le chiedo di uscire all'una di notte, si toglie il pigiama, si riveste e si trucca gli occhietti assonnati.
Lei pensa che i suoi capelli siano troppo lisci e non sa che sono invece stupendi.
Lei sa che amo il sushi e me lo porta sempre.
Lei mi racconta di se', del ragazzo che le piace, delle tradizioni del suo paese, di quanto e' diversa la sua vita qui.
Lei e' contenta se lui la chiama "honey". 
Lei mi dice che le manco.
 
 
Inconsapevolmente adorabile.

THE DAY AFTER

Questa volta il commento politico e' d'obbligo, soprattutto per me, che ho seguito con fervore queste elezioni, e con il sentimento di frustrazione di chi le aspetta da tanto tempo e che poi, per un (fortunato) caso del destino, si trova all'estero e non vi puo' cosi' partecipare. Nessuna chance di voto per posta o per delega, possibilita' contemplata dalla legge elettorale francese, ad esempio, nulla, sei all'estero e non voti, punto.
Va bene, ingoiato questo rospo, e' stato ancora piu' difficile ingoiare quello dei risultati, che per quanto riguarda l'America ancora stamattina erano altalenanti, del balletto degli exit polls, del vedere il mio Paese letteralmente spaccato in due, diviso tra destra e sinistra. Prodi ha vinto, ok, lo si sa da stamattina (ora locale), da quando hanno terminato di scrutinare i voti degli italiani all'estero (che per fortuna, mi viene da dire, hanno ancora un po' di capoccia per pensare al bene collettivo dell'Italia, magari perche' riescono a vedere la situazione con piu' oggettivita'). Ma, alla fine di tutto, non ci sono vincitori, ci sono solo sconfitti.
La sinistra e' sconfitta perche', nonostante tanti ne abbiano le scatole piene delle ciancie di Berlusconi, una buona meta' degli italiani ha comunque scelto di rivotarlo e di accordargli la propria fiducia. Forse ci si dovrebbe chiedere il perche'. Forse ci si dovrebbe interrogare sul motivo per cui milioni di miei concittadini hanno puntato nuovamente sui non valori di quest'uomo, sulla faciloneria, sulla volgarita', sul culto del denaro che lui rappresenta, e che, di conseguenza, rappresentiamo noi all'estero avendo un tale personaggio a capo del Governo. Appunto e consiglio per la sinistra.
La destra...beh, la destra esce perdente di fatto, anche se per pochi voti. E dovrebbe a mio parere cominciare a prenderne atto, a mettersi da parte per aiutare fattivamente il nuovo Governo che verra' fuori (speriamo!) da queste elezioni per portare il Paese fuori da una crisi che sembra eterna e senza vie d'uscita. La destra, in quanto opposizione, dovrebbe imparare a fare proposte concrete, applicabili all'Italia. Naturalmente, non mi aspetto tutto cio' dal nostro premier uscente, in tutta onesta' non credo proprio che sia capace, poverino, di vedere al di la' del suo naso; spero invece vivamente che gli altri leader della sua coalizione riescano a fare il proprio dovere in modo responsabile, com'e' degno della loro carica. Stessa speranza per i leader di sinistra, ovviamente.
Mi auguro di trovare qualche novita' positiva al mio ritorno, mi auguro che lo spirito degli italiani sia finalmente di collaborazione e non, come ho visto in certi blog purtroppo, di ira e risentimento verso i vincitori o verso gli sconfitti. Questo non aiuta, non e' piu' una questione di destra o di sinistra quando si parla del bene dell'Italia. E' una questione di intelligenza e di buon senso.
 

domanda

Mah, fa caldo, piove, nevica, c'e' di nuovo il sole, non ci capisco piu' niente. E cosi' nella mia vita. Persone che vanno, altre che vengono, oggi un posto, domani un altro. La valigia sta ancora sotto il letto mezza aperta. Non si sa mai. E poi le elezioni in Italia, mille problemi al mio ritorno, io che non so che fare della mia vita. Niente piu' Messico, forse Stati del sud, o forse niente. Forse lavoro, forse no.
Mi chiedo: e' piu' bella o piu' pericolosa tutta questa confusione?

L'ODORE

E' stato un solco tracciato all'improvviso
senza certezze, senza prudenza
nell'annusarci d'istinto e di stupore,
in un crescendo che ha dell'irregolare.
Forse l'attesa ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo non sapevamo stare
cosi' distanti, ad aspettarci ancora,
cosi' prudenti, cosi' distanti
cosi' prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore,
siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido d'istinto e sudore.
E' stato  un lampo esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi tutta la luce intera,
l'iridescenza della tristezza.
Probabilmente lasciandomi cadere
a peso morto al tuo cospetto
avrei sicuramente permesso la visuale
sulle mie alienazioni, sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi nell'insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio che tu tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore,
siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile d'istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
per tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu nell'insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio che tu tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu nell'insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio...
 
Subsonica
 

la sostenibile leggerezza dell'essere

la voluttuosita'
di cullarsi tra le mille pieghe del destino
e la paura
a volte
di questa liberta' .
indecisione...
e leggerezza.
 
 

PORCELINAofTHEvastOCEAN

In the sleapstream of thoughtless thoughts
the light of all that's good, the light of all that's true
to the fringes gladly, I walk unadorned
with gods and their creations
with filth and disease
Porcelina, she waits for me there
with seashell hissing lullabyes
and whispers fathomed deep inside my own
hidden thoughts and alibis
my secret thoughts come alive... 
 
 
 
porcelina perche' sono su una grande spiaggia deserta, bianca e grigia, da sola. perche' cammino e non mi volto indietro. perche', anche se non vedo chiaro, mi sento rilassata e serena, mille miglia lontana da tutto e tutti. chi conosce questa canzone sa perche'.

io

Comincio pezzi di vita diversi
e li lascio a meta'.
Continuo a pensare che il cambiamento
sia positivo.
E a sperare che
alla fine
il puzzle si ricomponga.
 
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